Nel momento in cui si decide di intraprendere un percorso di supporto psicologico e si sceglie il/la professionista più adatto alle proprie esigenze, paziente e psicologo/a delineano insieme il percorso stesso da dover effettuare. Tutto viene calibrato sulla base della singola persona, non esiste un intervento standard, in quanto ogni persona è unica e irripetibile con caratteristiche, tratti di personalità e bisogni diversi. Consultare uno psicologo può aiutarti a comprendere meglio te stesso, migliorare le tue relazioni, gestire lo stress, affrontare traumi o superare difficoltà emotive.
Prima di tutto il paziente ha diritto ad essere informato su cosa consiste il processo psicologico, parliamo dunque del consenso informato.
Lo psicologo ha l’obbligo di fornire alla persona assistita una serie di informazioni volte ad acquisire il consenso informato al trattamento sanitario e il consenso informato al trattamento dei dati personali.
L’articolo 24 del Codice Deontologico degli Psicologi afferma:
“Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.
L’acquisizione del consenso informato è un atto di specifica ed esclusiva responsabilità̀ della psicologa e dello psicologo.
Il consenso informato, acquisito nei modi e con gli strumenti più̀ consoni al contesto e alle condizioni della persona, è documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazione o, per la persona con disabilità, attraverso dispositivi che le consentano di comunicare.
La psicologa e lo psicologo informano la persona interessata in modo comprensibile, completo e aggiornato sulla finalità̀ e sulla modalità̀ del trattamento sanitario, sull’eventuale diagnosi e prognosi, sui benefici e sugli eventuali rischi, nonché́riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell’eventuale rifiuto del trattamento sanitario.”
Per tali ragioni, prima di intraprendere qualsiasi prestazione psicologica il paziente deve firmare, qualora sia d’accordo, un consenso informato. La persona può, tuttavia, decidere in qualsiasi momento di interrompere il percorso psicologico.
Una volta ottenuto il consenso informato, professionista e paziente definiscono gli obiettivi che si intendono raggiungere con il lavoro stesso.
Risulta dunque necessario che si instauri un’alleanza diagnostica ovvero il coinvolgimento del paziente in un processo di sospensione del giudizio, volto unicamente alla comprensione e alla conoscenza dei meccanismi disfunzionali che impediscono il conseguimento dello stato di benessere.
L’alleanza tra paziente e psicologo risulta essere la base su cui è possibile costruire il percorso volto al benessere della persona.
Il percorso può avvalersi anche di una valutazione psicodiagnostica che consiste nella somministrazione di test psicodiagnostici che permettono di raccogliere informazioni per formulare la diagnosi e prendere decisioni fondamentali per l’efficacia del trattamento del paziente. La diagnosi in ambito psicologico è solo un punto di partenza che ci fa comprendere su cosa basare il percorso volto al ripristino del benessere della persona.
“Ci deliziamo nella bellezza della farfalla, ma raramente ammettiamo i cambiamenti a cui ha dovuto sottostare per raggiungere quella bellezza.” (Maya Angelou)

