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CHE COS’È LA MALATTIA DI ALZHEIMER?

Malattia di Alzheimer: Prevenzione, Diagnosi e Trattamento

La malattia di Alzheimer(AD) è una patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce principalmente le persone anziane, portando a un declino cognitivo che compromette la memoria, il linguaggio, e altre funzioni cognitive essenziali.

La memoria si correla con la nostra vita mentale. La maggior parte della nostra
conoscenza del mondo è un processo di apprendimento che avviene con il trascorrere
del tempo: impariamo il nome dei nostri genitori, dei fratelli, delle sorelle, oltre che
l’algebra e la matematica e tutto ciò che costituisce il sapere. Abbiamo una buona
coscienza e consapevolezza di noi stessi grazie a quello che sappiamo e possiamo
ricordare.
La memoria è il collante che ci consente di vivere insieme ai nostri ricordi, tanto che senza essa la nostra vita sarebbe vuota e totalmente priva di significati.
Questo disturbo è una delle principali cause di demenza a livello mondiale e, nonostante i progressi nella ricerca, rimane una condizione senza una cura definitiva.

Tipologie e stadi dell’Alzheimer

La Malattia di Alzheimer è una neuropatologia, caratterizzata dalla formazione di
placche extracellulari microscopiche (10-160 µm) di Beta amiloide, associate a
grovigli neurofibrillari nel citoplasma dei neuroni in degenerazione. È un tipo di
demenza primaria e degenerativa, il processo neurodegenerativo ha origine in
determinate aree corticali per poi diffondersi gradualmente in tutta la corteccia
cerebrale.
Ci sono due tipologie principali di Alzheimer:

sporadica: patologia correlata all’invecchiamento fisiologico, dovuta
a vari fattori di rischio, tra quelli di carattere non biologico abbiamo: il basso
tasso di scolarità, il trauma cerebrale, le malattie cardiovascolari, gli alti livelli
di colesterolo. Nessuno di questi tuttavia si è dimostrato di essere il fattore
causale della patologia, l’unico fattore di rischio certo è l’invecchiamento.

familiare: a carattere ereditario, associata a mutazioni genetiche di tipo autosomico dominante.

Inoltre, possono essere evidenziati tre stadi principali della Malattia di Alzheimer.
Primo stadio: Fase preclinica (amiloidosi asintomatica) e importanza della PET nella diagnosi
Il primo stadio della malattia si configura con la formazione delle prime placche di amiloide, che però sono asintomatiche. Dunque questo è uno stadio che viene rilevato solo attraverso le tecniche di neuroimaging, in quanto il paziente non presenta sintomi specifici.
Secondo stadio: MCI (Mild Cognitive Impairment)
In questo stadio rientrano pazienti con compromissione cognitiva lieve (MCI) i quali
presentano sintomi cognitivi, ma non demenza, viene considerato lo stadio che porta
all’Alzheimer, ma non è detto che pazienti con MCI debbano per forza evolvere in
Alzheimer. Si può riscontrare depressione come fattore prodromico e deficit parziali
dell’attenzione e della memoria.
Terzo stadio: demenza, diagnosi probabile o possibile di Alzheimer, (DSM-5)
L’ultimo stadio della Malattia di Alzheimer è la demenza, i pazienti che sviluppano
alterazioni comportamentali o cognitive che interferiscono con il normale
funzionamento delle attività quotidiane. I nuovi criteri diagnostici (DSM-5) includono
due nuove categorie: la malattia di Alzheimer probabile o possibile

Fattori Genetici e Rischi Associati

Secondo le ricerche di Sancesario e Caltagirone (2017), uno dei fattori genetici più significativi nello sviluppo dell’Alzheimer è il gene APOE, con particolari varianti come l’APOE ε4 che aumentano il rischio di sviluppare la malattia. Tuttavia, la predisposizione genetica non è l’unico fattore da considerare: l’invecchiamento, lo stile di vita, e fattori ambientali contribuiscono anch’essi al rischio complessivo.

L’importanza della Prevenzione

Uno dei principali obiettivi dello studio di psicologia MindCare Az a L’Aquila è promuovere la prevenzione della malattia di Alzheimer. Stahl Stephan M. (2016), nella suo libro Neuropsicofarmacologia Essenziale, sottolinea come un intervento precoce possa contribuire a rallentare il progresso della malattia. La prevenzione passa attraverso l’adozione di uno stile di vita sano, che include l’attività fisica regolare, una dieta equilibrata e il mantenimento di una stimolazione mentale costante. Programmi di supporto psicologico mirati, come quelli offerti dalle psicologhe Cristina e Michela presso MindCare Az, possono aiutare le persone a migliorare la qualità della vita e a gestire l’impatto emotivo legato alla diagnosi della malattia.

Diagnosi Precoce e Trattamento

Uno degli aspetti centrali nella gestione dell’Alzheimer è una diagnosi precoce. Caltagirone e Piras (2017), nel loro approfondimento sull’Alzheimer, evidenziano l’importanza di un algoritmo diagnostico che permetta di identificare la malattia nelle sue fasi iniziali. Attraverso test neuropsicologici, esami del liquido cerebrospinale e l’utilizzo di neuroimaging, è possibile riconoscere i primi segni di degenerazione cerebrale. Questo è fondamentale per pianificare trattamenti farmacologici e terapeutici adeguati.

Prospettive future

Ad oggi conoscere il meccanismo patogenetico della malattia non ha permesso di
sviluppare un trattamento adeguato ed efficace. Considerando la plasticità del cervello
umano si possono considerare utili oltre al trattamento farmacologico anche le varie
tecniche psicoterapiche, soprattutto per il benessere psicologico dei pazienti.
Tra la varie tecniche, quelle più utilizzate sono quelle di tipo cognitivo/emotivo.
La “terapia della reminiscenza” è un intervento che sfrutta la naturale propensione dell’anziano a
rievocare il proprio passato, parlando soprattutto della loro infanzia; la “validation
therapy” è un approccio relazionale che ha come obiettivo quello di ridurre lo stress e
mantenere la dignità del paziente, in quanto si fonda sull’idea che sia possibile
mantenere un contatto con la persona con demenza, sottolinea l’importanza della
comprensione empatica.
La “Doll therapy” o “terapia della bambola” consiste invece nell’utilizzo di bambole con caratteristiche particolari tali da favorire l’accudimento attivo da parte dell’anziano con un grado di demenza severa, questa tecnica potrebbe ridurre i sintomi cognitivi, comportamentali ed emotivi, aumentare il benessere
generale e la capacità di interagire con l’ambiente circostante.

Giornata Mondiale dell’Alzheimer: Sensibilizzare e Informare

Ogni anno, il 21 settembre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un’occasione fondamentale per sensibilizzare il pubblico su questa patologia e promuovere la prevenzione.
In questa giornata, lo studio di psicologia MindCare Az partecipa attivamente, nel mese di settembre e ottobre con valutazione gratuita del funzionamento cognitivo globale e prima consulenza psicologica gratuita per i pazienti e per chi si prende cura del paziente(caregivers).
La sensibilizzazione è cruciale per far comprendere l’importanza di una diagnosi precoce e per diffondere informazioni su come convivere con l’Alzheimer.

Conclusione

La malattia di Alzheimer rappresenta una sfida significativa per le persone colpite e i loro cari.
Di fronte ad una malattia del genere, possiamo renderci conto di quanto sia importante la vita, di quanto le cose a cui non facciamo caso, siano in realtà le cose fondamentali della vita e che la rendono tale degna di essere vissuta. È fondamentale considerare la persona, la sua dignità, i suoi sentimenti che non svaniscono, perché è vero che si può scordare il nome di un familiare, ma non il ricordo del sentimento che ti lega a quella persona e per questo grande ruolo lo ha la famiglia.

Attraverso una corretta informazione e il coinvolgimento in giornate di sensibilizzazione come la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, è possibile creare una rete di supporto e consapevolezza che aiuti a combattere questa malattia devastante.

Martino G., Martino I. (2014), “Le forme della vita: Scienza e bellezza nelle lezioni dei Nobel”, 21, pp. 194-195.

Stahl, S.M. (2016). Neuropsicofarmacologia Essenziale basi neuroscientifiche e applicazioni pratiche, seconda edizione italiana. In: Trattamento delle demenze, pp. 507-540.

Sancesario, G., Caltagirone, C. (2017). Malattia di Alzheimer e Altre Demenze. In: APOE e altri fattori genetici di rischio nello sviluppo della Malattia di Alzheimer, pp. 11-24.

Parole chiave: L’Aquila, psicologia L’Aquila, studio psicologia, prevenzione, malattia di Alzheimer, Giornata Mondiale dell’Alzheimer.

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