Prenota una seduta
Blog

IL CIRCOLO VIZIOSO DELL’ANSIA E DEL PANICO

Prima di tutto, cos’è l’ansia?  

L’ansia è uno stato emotivo caratterizzato da preoccupazione, apprensione, paura, manifestazioni fisiologiche e di tensione psicofisica, di fronte ad uno stimolo o a un evento negativo futuro, ovvero che non è realmente presente o che potrebbe accadere. 

Ci teniamo a specificare una cosa molto importante: l’ansia non è sempre una condizione patologica, ANZI, possiamo dire che l’ansia è uno stato emotivo altamente adattivo in quanto prepara il nostro corpo a reagire di fronte a una situazione che percepiamo come pericolosa. Pensiamo ad esempio all’ansia che proviamo quando dobbiamo affrontare un esame, un’interrogazione, un compito in classe, in quel caso l’ansia è fortemente adattiva in quanto aumenta i livelli di concentrazione e attenzione e ci consente la massima performance in quel che stiamo facendo. 

Tuttavia l’ansia può diventare patologica nel momento in cui ci difendiamo da essa.
Ci spieghiamo meglio: l’ansia, come emozione adattiva, ci segnala un pericolo e prepara il nostro corpo a fronteggiarlo, se noi ci spaventiamo per i correlati fisiologici tipici dell’ansia: tachicardia, sudorazione, tremore etc, perdiamo di vista quello che è il reale pericolo per occuparci dell’ansia che in realtà possiamo definire come nostro “bodyguard”. 

L’ansia diventa patologica nel momento in cui compromette in modo persistente il nostro funzionamento e dunque ci ostacola costantemente. 

Il DSM-5-TR specifica innanzitutto la distinzione tra paura e ansia. 

L’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura, mentre la paura è la risposta emotiva a una minaccia reale o percepita.
Questi due stati emotivi tendono a sovrapporsi, ma sono ovviamente distinti; la paura è più spesso associata a picchi di attivazione autonomici necessari alla lotta o alla fuga, a pensieri di pericolo immediato e a comportamenti di fuga, mentre l’ansia è più frequentemente associata alla tensione muscolare e alla vigilanza per la preparazione al pericolo futuro e a comportamenti prudenti o di evitamento. A volte li livello di paura o ansia è ridotto da comportamenti pervasivi di evitamento.
Gli attacchi di panico giocano un ruolo importante all’interno dei disturbi d’ansia come un particolare tipo di risposta alla paura. Gli attacchi di panico non sono limitati ai disturbi d’ansia, ma possono essere presenti anche in altri disturbi mentali.

I disturbi d’ansia sono differenti l’uno dall’altro per la tipologia di oggetti o di situazioni che provocano paura, ansia oppure comportamenti di evitamento, e per l’ideazione cognitiva associata. Di conseguenza, mentre i disturbi d’ansia tendono a essere altamente in comorbilità tra di loro, possono essere differenziati attraverso un attento esame delle tipologie di situazioni temute o evitate e del contenuto dei pensieri e delle credenze a esse associati. 

Data la nostra attuale formazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale vorremmo fornirvi una spiegazione cognitivista dell’ansia e il suo circolo vizioso.

La CBT (Cognitive Behavioural Therapy) per spiegare l’ansia utilizza un’equazione:

Nei disturbi d’ansia la sovrastima del pericolo e la sottostima della propria capacità di fronteggiarlo, riflettono nei disturbi d’ansia l’attivazione dei cosiddetti schemi di pericolo.
Da questi la realtà viene percepita come estremamente pericolosa, e il proprio sé come estremamente vulnerabile (Beck, 1985).

Il circolo vizioso dell’ansia è un insieme di reazioni cognitive, emotive e comportamentali che si instaurano e si susseguono in modo circolare nel tentativo di evitare stimoli percepiti come pericolosi, ma che in modo paradossale, sebbene nel breve termine diminuiscano la paura, in un secondo momento rendono questi stimoli ancora più temuti, più spaventosi e pertanto da evitare.
Secondo la teoria del circolo dell’ansia di Wells, chi manifesta un disturbo d’ansia tende ad interpretare in maniera errata eventi normali e a volte innocui come un segnale di un imminente pericolo o catastrofe. L’evitamento solo nell’immediato permette di trovare sollievo poiché alla lunga contribuisce ad acuire l’ansia.

Molto interessante è anche il modello del panico di Clark (1986), modificato da Wells (1997), spiega il disturbo di panico come un circolo dove uno stimolo percepito come minaccioso, crea uno stato di forte preoccupazione dove si attivano una serie di sintomi somatici e mentali che vengono interpretati erroneamente e in modo catastrofico, questo fa culminare il circolo con un attacco di panico determinando in modo sistematico l’evitamento della situazione/oggetto temuto e altri comportamenti protettivi compresa un’attenzione selettiva verso tali situazioni.

Per modificare il modo in cui si interpretano le situazioni percepite come pericolose è necessario capire dove sono stati appresi gli schemi cognitivi ansiogeni che consentono, appunto, di interpretare in maniera erronea e catastrofica l’evento temuto e bisogna attuare interventi di ristrutturazione cognitiva che fanno sì che la persona metta in discussione e modifichi i propri schemi cognitivi che determinano valutazioni errate.

“Non devi controllare i tuoi pensieri. Devi solo non dare loro il potere di controllarti” 
(Dan Millman)

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

American Psychiatric Association. (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders: Fifth Edition, Text Revision (DSM-5-TR). American Psychiatric Publishing

Beck, J. S. (2011). Cognitive Behavior Therapy: Basics and Beyond. New York: The Guilford Press.

Clark, D. A., & Beck, A. T. (2012). Cognitive Theory and Therapy of Anxiety and Depression: A Review of the Past 25 Years. Journal of Cognitive Therapy, 26(3), 241-255.

Hofmann, S. G., Asnaani, A., Vonk, I. J. J., Sawyer, A. T., & Fang, A. (2012). The Efficacy of Cognitive Behavioral Therapy: A Review of Meta-analyses. Cognitive Therapy and Research, 36(5), 427-440.

Beck, A. T. (1985). Cognitive Therapy of Anxiety Disorders: Science and Practice. Journal of Anxiety Disorders, 1(1), 1-22.

Clark, D. M. (1986). A cognitive approach to panic. Behaviour Research and Therapy, 24(4), 461-470.

Wells, A. (1997). Cognitive Therapy of Anxiety Disorders: A Practice Manual and Conceptual Guide. Chichester: Wiley.

Wells, A. (2009). Metacognitive Therapy for Anxiety and Depression. New York: Guilford Press.

Salkovskis, P. (1996). The cognitive approach to anxiety: threat beliefs, safety-seeking behaviour, and the special case of health anxiety and obsessions In Frontiers of Cognitive Therapy (ed. P. Salkovskis), pp. 48–50. London, UK: Guildford Press.

Parole chiave: L’Aquila, psicologia L’Aquila, studio psicologia, prevenzione, circolo vizioso dell’ansia e del panico, ansia, panico, sostegno psicologico.

Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from Youtube
Vimeo
Consent to display content from Vimeo
Google Maps
Consent to display content from Google
Spotify
Consent to display content from Spotify
Sound Cloud
Consent to display content from Sound
Prenota una consulenza